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Il meccanismo delle pompe per l’allungamento del pene dalla A alla Z

Gli uomini hanno da sempre prestato particolare attenzione alle dimensioni del loro pene, con orgoglio o frustrazione a seconda di quanto generosa è stata con loro madre natura. Di recente però, in special modo nel corso degli ultimi 50 anni, sono state perfezionate ed inventate molteplici tecniche per, non solo migliorare le prestazioni sessuali, ma addirittura incrementare le dimensioni del pene stesso.

Le tecniche per l’allungamento del pene sono molteplici e variano dall’assunzione di semplici pastiglie all’uso di vere e proprie pompe ed estensori meccanici.

Molti tra voi saranno già familiari con il concetto di pompa per l’allungamento del pene. Quello che però non tutti sanno è che il segreto della sua potenza rispetto ad altre tecniche si svela tutto nella meccanica con la quali sono state pensate e progettate.

Tali dispositivi possono essere acquistati on line o nei sexy shops già da parecchi anni, in quanto oltre ad essere utilizzati per scopi fisiologici, possono aiutare l’uomo a mantenere il pene in erezione più a lungo e possono essere usati come strumento di masturbazione.

Tutti i metodi per allungamento sembrano utilizzare una logica di stiramento ed espansione, che aumenta la capacità di trattenimento del sangue dei corpi cavernosi del pene.

Nel caso delle pompe l’espansione dei tessuti è data diminuzione della pressione all’interno della pompa. Ma vediamo come più da vicino.

Come sono costruite queste pompe?

La pompa base, dal design meno sofisticato, consiste in: un cilindro di plastica chiuso da un lato e aperto dall’altro e un tubo che scorre dal cilindro ad un sistema di pompaggio. I sistemi di pompaggio possono essere sia manuali che elettrici ed il loro scopo è quello di aspirare aria fuori dal cilindro creando del sottovuoto.

Nella pompa classica o pompa a vuoto viene utilizzata l’aria per creare questa condizione di “sottovuoto”. Di recente tuttavia sono state immesse sul mercato soluzioni che sembrerebbero più efficaci e che sfruttano invece la potenza delll’acqua. A parere di coloro che ne fanno uso, questa opzione risulta essere meno invasiva e di più piacevole utilizzo.

Nel caso della pompa a vuoto, il design più comune è quello di due cilindri che si attaccano alle due estremità del pene. Tra i due tubi principali ne intercorrono di più piccoli che permettono l’estensione del marchigegno. Dopo aver fissato la pompa al membro, la forza di trazione necessaria affinchè il pene rimanga in tensione deve essere impostata dal soggetto stesso a seconda dello scopo e delle dimensioni.

In altri tipi di pompe viene sfruttata la forza di un motore elettrico per produrre pressione. Questo tipo di pompe sono di solito formate da un cilindro di plastica nel quale va inserito il pene fino alla base sotto il pube. Grazie a dei comandi presenti sul marchigegno si va a regolare il vuoto che si vuole creare. A questo punto si può cominciare a pompare facendo confluire sangue nelle vene interne ai corpi cavernosi elastici all’interno del pene. La struttura di questi corpi cavernosi è di natura spugnosa ed è per questo che trattengono il sangue durante l’erezione.

Ricapitolando quindi, le pompe ad aria o pompe a vuoto funzionano di solito creando del vuoto intorno al pene che si trova praticamente sottovuoto. Quando il vuoto aumenta pompando aria fuori dal cilindro, si crea una forza di pressione opposta che pompa letteralmente sangue nei corpi cavernosi, indurendo ed ingrossando il pene. Viene prodotta un’aspirazione sul pene che porta alla condizione di vasodilatazione che causa l’erezione e l’ingrossamento.

Alcune pompe mantengono il pene in erezione anche successivamente alla fase di “pompaggio” grazie ad un anello elastico a ventosa posto alla base del cilindro. L’anello infatti provoca l’erezione alla base del pene, permettendo il raggiungimento di un orgasmo più forte.

L’anello, molto utile in casi quali impotenza o difficoltà a mantenere l’erezione,

si sposta alla base del pene impedendo al sangue di defluire una volta che la pompa è stata rimossa. L’azione congiunta degli estensori e dell’anello costringono il pene e rimanere in posizione eretta molto più a lungo del normale.

Le pompe ad acqua sono pensate e progettate in modo molto simile a quello delle pompe a vuoto, ma sfruttano il potere del’’acqua invece che quello dell’aria. Anche in queste vi è un meccanismo di pompaggio che fa diminuire la pressione all’interno del cilindro.

Quando la valvola che si trova in corrispondenza della punta del pene butta fuori acqua, la pressione all’interno del cilindro aumenta e può mettere inizialmente in allarme. Tuttavia la pressione va diminuendo man mano che si procede.

La differenza tra la pompa ad aria e quella ad acqua è data dal vantaggio che si ha nell’utilizzare acqua calda. Grazie a questo espediente infatti si aumenta la temperatura dei tessuti rendendoli più elastici e dilatando i vasi sanguigni. ll flusso sanguigno che porta il pene in erezione assume così più potenza. Utilizzando questi strumenti viene esercitata una trazione sul fusto del pene che può essere regolata manualmente di modo da stimolare la crescita intercellulare del fusto.

Le pompe per l’allungamento del pene hanno effetti positivi non solo per coloro che vogliono incrementare la taglia ma soprattutto per coloro che soffrono di disfunzioni erettili. L’uso dell’anello può inoltre essere mantenuto durante la prestazione sessuale e un uso prolungato di questi dispositivi porta a risultati visibili conseguenti lo stiramento. Si consiglia di attenersi ai consigli d’uso presenti sui libretti d’istruzioni onde evitare spiacevoli effetti indesiderati quali la rottura dei capillari.