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Emorroidi: prevenirle è più semplice che curarle

Il temine emorroidi viene comunemente usato in maniera erronea per descrivere un’infiammazione delle vene emorroidali esterne. Le emorroidi sono in realtà dei vasi sanguigni chiamati sinusoidi e non si tratta di vene varicose ma piuttosto di cuscinetti vascolari. emorroidi esterne cosa fare? Queste causano dolore e fastidio quando in seguito ad un cedimento della mucosa del retto prolassano fuoriuscendo dall’ano.

Il temine emorroidi viene comunemente usato in maniera erronea per descrivere un’infiammazione delle vene emorroidali esterne. Le emorroidi sono in realtà dei vasi sanguigni chiamati sinusoidi e non si tratta di vene varicose ma piuttosto di cuscinetti vascolari. emorroidi esterne cosa fare? Queste causano dolore e fastidio quando in seguito ad un cedimento della mucosa del retto prolassano fuoriuscendo dall’ano. Questa patologia è molto comune nelle donne in stato di gravidanza ed è per questo collegata ad un incremento di pressione nella zona perianale. Si verifica frequentemente anche in soggetti sedentari o in sovrappeso.

I segni per riconoscerle vanno da tracce di sangue sulla carta igienica a prurito e senso di fastidio nella zona dell’ano. Il prolasso emorroidiario è un problema meno serio di altri ma che non viene tuttavia ne diagnosticato ne trattato in maniera appropriata nella maggior parte dei casi, in quanto suscita uno stato di vergogna e timidezza nei soggetti colpiti. Si finisce spesso con l’autocurarsi, tamponando ma mai curando del tutto la condizione.

In rari casi quando la patologia diviene cronica si deve ricorrere ad intervento chirurgico. Per il resto cure che non necessitano di prescrizione medica sono sufficienti.

Non serve però arrivare al punto di doverle curare. Se soffrite di infiammazione alle emorroidi più spesso del normale o prima dei 40/45 anni, significa che dovete correggere qualcosa nel vostro stile di vita o scelte alimentari.

Non potendo stabilire con certezza le cause, prevenirle significa più che altro adottare delle abitudini che oltre ad arginare questo problema, migliorano la salute globale dell’organismo.

Uno stile di vita sedentario può contribuire alla manifestazione del prolasso emorroidario. Se questa cattiva abitudine dovesse essere collegata alla concetrazione sul lavoro, tenete ben presente che nessun lavoro implica necessariamente di dover restare incollati alla sedia per più di due ore consecutive. In molti dei paesi più sviluppati ormai la salute sul posto di lavoro è strettamente collegata al livello di produttività degli impiegati. Non distogliere lo sguardo dallo schermo per ore o non cambiare posizione compromettono la vostra salute ma anche la vostra capacità di produrre efficacemente. Cercate di prendere una pausa ogni due ore, anche se solo per 5 minuti o per recarvi al bagno. Più volte vi alzate dalla sedia, meno pressione caricate.

Lo sport è quasi sempre il modo migliore per mantenere un buono stato di salute. Quando si parla di emorroidi però la situazione è un po’ più complessa. Ci sono sport che prevengono ed altri che possono in realtà contribuire al cedimento dei cuscinetti. Sono consigliati tutti quegli sport che implicano un movimento armonico del corpo quali il nuoto, la danza, la corsa.

Si sconsigliano invece quelli che sottopongono solo una determinata zona del corpo sotto sforzo o che vengono praticati da seduti. Tra questi equitazione, sollevamento pesi e ciclismo che possono nientemeno scatenarne la comparsa.

Quello che mangiamo può aiutarci sia a prevenirle che ad attenuarne i sintomi nel caso in cui il danno fosse già fatto. Oltre alle donne incinta, questo disturbo colpisce chi soffre di diarrea e stipsi. Ciò significa che le abitudini alimentari impediscono alle feci di avere una consistenza nella norma. Aumentare il consumo di acqua giornaliero è il primo passo da compiere. Oltre a bere di più si deve anche consumare una maggior quantità di frutta e verdura, quasi sempre composti per il 90% da acqua. Si aumenta così anche l’apporto di fibre, la cui scarsità porta alla creazione di una specie di mattone a livello intestinale difficile da espellere se non sforzando la zona pelvica o stando seduti più a lungo del necessario sulla tazza. Bastano piccoli accorgimenti per aumentare l’apporto di fibre nella vostra dieta: mangiate pane, riso e pasta integrali limitando il consumo di alimenti prodotti con farina bianca raffinata. Alimenti quali la crusca sono composti quasi esclusivamente da fibre e sono largamente consigliati nelle diete dimagranti. Il sapore può risultare sgradevole a molti, ma può essere accompagnata a frutta o yogurt. Qualora doveste optare per questa scelta alimentare, assicuratevi che lo facciate in modo calibrato partendo da piccole dosi. Un consumo troppo elevato potrebbe causare il problema opposto ovvero dissenteria e diarrea.

Potete aumentare la quantità di fibre anche solo mangiando la buccia della frutta e della verdura quando possibile, molto più ricca di fibre rispetto alla polpa.

La stitichezza colpisce anche soggetti che per ragioni estetiche limitano al minimo l’apporto di grassi, incluso qualsiasi tipo di olio. Un consumo limitato di grassi insaturi quali l’olio di oliva è necessario per facilitare la digestione ed aiuta il mattone a “scendere”.

Stipsi e diarrea si verificano di solito quando si alterano le abitudini alimentari, per esempio quando si viaggia. Se siete al corrente di questa eventualità, partite preparati. Portate sempre con voi sia dei lassativi che dei farmaci contro la diarrea. Le prugne secche californiane sono uno dei rimedi naturali più efficaci contro la stitichezza. Se invece soffrite di diarrea, cominciate ad assumere fermenti lattici sin da un mese prima della partenza, rafforzando al tempo stesso le difese immunitarie e la flora batterica dell’intestino.

La frutta, oltre ad essere molto ricca in fibre ed acqua, contiene in certi casi delle sostanze che favoriscono la circolazione sanguigna e rinforzano le vene. Ci riferiamo in particolare a bacche, frutti di bosco e ciliegie.

Alimenti quali aglio, zenzero e cipolla andrebbero assunti regolarmente in quanto favoriscono la scissione della proteina utilizzata nella coagulazione del sangue.

Evitate di bere troppo caffe, di fumare e di mangiare eccessivamente speziato. Queste abitudini infatti irritano le mucose del corpo.

Aumentare l’attività fisica nel corso della giornata può aiutarvi ad evitarle. Se dovete percorrere brevi distanze andate a piedi: la macchina e i mezzi pubblici ci costringono a stare seduti o in piedi. Muoversi di più inoltre migliora la motilità intestinale.

Nel caso in cui la prevenzione non dovesse bastare e le emorroidi fossero infiammate, arricchite la dieta di alimenti carichi di ferro, di cui l’organismo è impoverito in seguito alla perdita di sangue.

Il melone, oltre ad essere ricco di ferro, possiede molte proprietà dietetiche, diuretiche e lassative.

E per concludere, prestate sempre molta attenzione all’igiene delle parti intime per evitare spiacevoli seccature. Usare detergenti intimi e salviette disinfettanti dopo aver defecato sono piccoli accorgimenti per evitare l’accumulo di batteri in quella zona.