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Il wifi danneggia la fertilità maschile

Uno degli argomenti più in voga nella ricerca scientifica degli ultimi anni, è l’analisi delle conseguenze delle onde elettromagnetiche sul corpo umano e sul funzionamento degli organi vitali. Per anni ci si è concentrati sulle onde prodotte dai cellulari, dal bluetooth e dalla radio


• Il wifi, nemico della fertilità? • Come evitare il problema?
• Conclusioni della ricerca

Il wifi, nemico della fertilità?

Oggigiorno con l’esplosione della diffusione del wifi ci si interroga sui possibili danni alla fertilità provocati dalle onde elettromagnetiche che ci permettono di connetterci ad internet senza fili. Tutti i dispositivi più diffusi in commercio come laptop, tablet, netbook, smartphone e iPhone sfruttano infatti questa la tecnologia per permettere all’utente di connettersi ad internet.

Siamo quindi bombardati dal wifi ventiquattro ore su ventiquattro e sette giorni su sette, ma con quali esiti sugli spermatozoi e la fertilità maschile?

A quanto pare i rischi per la fertilità maschile ci sono, ma possono essere evitati. L’università di Cordoba, in Argentina, al termine di uno studio scientifico ha infatti decretato che rischia di essere compromessa facendo un uso sbagliato degli apparecchi di ultima generazione: soprattutto quelli che si appoggiano su gambe o ginocchia.

Gli spermatozoi degli uomini a stretto contatto con dispositivi wifi risultano danneggiati e meno mobili. La ricerca è stata condotta dividendo gli spermatozoi in due gruppi: il primo a contatto col wifi e il secondo tenendoli lontani. Nel 30% dei casi analizzati tra gli spermatozoi vicini ad un wifi, si sono riscontrate problematiche, alcune anche gravissime come la modifica del DNA.

La buona notizia è che invece nel caso di quelli tenuti a distanza di sicurezza non sono stati riscontrati dati negativi.

Come evitare il problema?

Basta evitare il contatto ravvicinato con dispositivi wifi: ad esempio non c’è alcun problema nel tenere in mano il cellulare o usare un computer portatile seduti alla scrivania ma va evitato di tenere tablet o portatili sulle alle ginocchia o a pochi centimetri dai testicoli.

Conclusioni della ricerca

L’esperimento scientifico condotto a Cordoba è stato apprezzato dalla comunità scientifica che ha però sottolineato come i risultati vadano ancora studiati ed analizzati alla luce di altre e differenti dinamiche: gli spermatozoi accostati al wifi nel corso dell’esperimento si trovavano infatti al di fuori del corpo umano e quindi in condizioni particolari.

Numerosi medici hanno infatti evidenziato che gli spermatozoi all’interno dei testicoli, potrebbero essere più “protetti” e quindi meno soggetti ad influenze negative.